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Tagliati gli alberi del cimitero: una scelta delicata, ma triste

Sta facendo discutere il caso di alcuni tigli che sono stati tagliati in un cimitero: la scelta contestata dell’amministrazione comunale.

Gli alberi rappresentano un elemento fondamentale per il paesaggio urbano e naturale. Essi non solo arricchiscono esteticamente le nostre città, ma svolgono anche un ruolo cruciale nella mitigazione dell’inquinamento atmosferico, nella regolazione del microclima e nel miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Tuttavia, la gestione del patrimonio arboreo è una questione complessa, che richiede un delicato equilibrio tra la salvaguardia ambientale e la sicurezza pubblica.

Tagliati gli alberi del cimitero (distrettomorusalba.it)

Quando un albero diventa instabile a causa dell’età, di malattie o di eventi atmosferici estremi, l’intervento delle amministrazioni locali diventa inevitabile. Questi interventi, spesso percepiti come drastici, sollevano interrogativi e proteste da parte dei cittadini, sensibili alla perdita di elementi naturali che fanno parte della memoria storica e del paesaggio identitario della comunità. Un caso esemplare è quello che sta attualmente interessando il Comune di Stezzano, dove la decisione di abbattere venti tigli ha generato preoccupazioni e dibattiti.

Il caso dei tigli nel cimitero di Stezzano

A Stezzano, l’amministrazione comunale ha recentemente annunciato l’abbattimento di venti tigli che costeggiano i due filari all’ingresso principale del cimitero cittadino. Questa decisione, come ha spiegato l’assessore all’Ambiente Simone Gotti, è stata presa per motivi di sicurezza, a seguito di un’accurata indagine fitostatica condotta da esperti agronomi.

Il caso dei tigli nel cimitero di Stezzano (distrettomorusalba.it)

Gli studi hanno evidenziato un livello moderato di pericolosità su molti rami principali, aggravato dall’età delle piante, che si aggira tra i 30 e i 50 anni. In particolare, gli alberi mostrano segni di instabilità che potrebbero causare la caduta di rami durante eventi meteorologici estremi, come tempeste e forti venti. Considerato che l’area è molto frequentata dai cittadini, soprattutto nei pressi del cimitero, l’amministrazione ha ritenuto necessario intervenire per garantire la sicurezza pubblica.

Il piano di sostituzione dei tigli

La rimozione dei tigli, prevista per i mesi di febbraio e marzo, sarà accompagnata dalla piantumazione di cipressi adulti, alberi simbolici spesso associati ai cimiteri per il loro significato di memoria e pace. L’intervento, che avrà un costo stimato di 60 mila euro, è finalizzato a mantenere l’estetica e la funzionalità dell’ingresso cimiteriale, garantendo al contempo la sicurezza per i passanti.

L’assessore Gotti ha ribadito la necessità dell’operazione, sottolineando che «il passaggio pedonale nella zona è molto frequentato e, considerata la pericolosità oggettiva delle piante, l’amministrazione si è vista costretta a intervenire rapidamente».

Una scelta controversia, ma necessaria

Nonostante le rassicurazioni, la decisione ha generato perplessità tra i cittadini, molti dei quali si interrogano sull’effettiva necessità dell’abbattimento. Per alcuni, la perdita di venti tigli rappresenta un impoverimento del patrimonio naturale locale, difficile da compensare, nonostante le nuove piantumazioni.

Questa situazione evidenzia ancora una volta quanto sia delicata la gestione del verde urbano, soprattutto in un’epoca in cui la sensibilità ambientale è sempre più diffusa. Se da un lato è fondamentale proteggere il paesaggio naturale, dall’altro è altrettanto importante garantire la sicurezza di chi vive e transita nelle aree urbane.

Nel caso di Stezzano, l’amministrazione ha cercato di trovare un compromesso: sostituire gli alberi pericolanti con nuove piante che possano integrarsi armoniosamente nel contesto del cimitero, preservando sia la memoria che la sicurezza. Resta il compito, per le autorità locali, di mantenere un dialogo aperto con i cittadini per spiegare le scelte compiute e assicurare un futuro sostenibile per il patrimonio verde della comunità.

Gabriele Mastroleo

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